Viaggio nelle miniere dimenticate della Val Graveglia

( SECONDA parte di TRE )

QUI trovi la PRIMA parte





ESPLORAZIONE ED EMOZIONI





Passato il primo inverno (2010) a "recensire" più entrate possibili, eccoci finalmente alla seconda fase: l'esplorazione!! Per chi come me non è abituato agli ambienti ipogei, l'emozione è sempre molto forte. In particolare nelle prime decine di metri dall'entrata, si passa da un mondo fatto di luce, colori e molti suoni ad un altro completamente diverso.



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L'atmosfera, i profumi, i rumori, insomma si entra in una dimensione nuova ed affascinante...

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Si lascia alle spalle il calore e la luce ed il viaggio inizia...

Appena entro l'umidità mi avvolge come un panno bagnato sulla pelle, la temperatura, a seconda della stagione cambia completamente essendo quasi sempre diversa da quella esterna, la luce naturale che mi lascio alle spalle pian piano viene sostituita da quella artificiale delle torce, i rumori che facciamo ed i suoni hanno una piccola eco, in lontananza, nel buio più profondo, si sente l'acqua scorrere o gocciolare come a segnare il tempo che sembra essersi rallentato, il profumo di umidità e legno marcio contribuisce a segnalare ai miei sensi che sono entrato in un'altra dimensione, in un mondo diverso dal mio solito, in un ambiente che và rispettato e temuto.



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Alcune volte i passaggi sono angusti...cosa ci sarà dopo???

L'adrenalina mi tiene all'erta, il tono di voce diminuisce molto, i miei movimenti sono rallentati e le parole sono ridotte al minimo, quasi per paura di disturbare, di rompere un equilibrio che dura da decine di anni …



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Spesso i livelli di scavo sono sovrapposti gli uni agli altri (La foto è del soffitto!!)

Il continuo gocciolio dell'acqua in lontananza si mischia con il rumore leggero dei nostri passi...



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Gocce d'acqua e micro stalattiti calcaree, veri gioielli della natura!

Dopo i primi minuti di questa tempesta emozionale, riacquisto "lucidità" e l'istinto per l'esplorazione prende il sopravvento. Questo istinto mi porta a chiedermi continuamente:" cosa ci sarà dietro a quella curva??", ebbene, curva dopo curva percorro centinaia di metri senza accorgermene, la curiosità mi guida, i miei occhi sono attentissimi, oltre ad individuare eventuali pericoli, a cercare spunti fotografici,



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Dopo aver allestito un set ci siamo permessi un autoscatto!

siano essi minuscoli come piccoli insetti, anfibi o pipistrelli o grandi come eventuali vuoti di coltivazione o vecchi macchinari abbandonati che hanno forte fascino e raccontano una storia fatta di fatica, sacrifici e malattie.



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Piccolo insetto morto e colonizzato prontamente da muffe e funghi, nulla va sprecato!

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Speleomentes strinatii, un magnifico abitante di queste miniere...

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Un vecchio carrello, chissà quante mani lo hanno caricato e spinto per anni ed anni..

La maggior parte di questi siti minerari conservano gallerie poste su piani diversi, in alcuni casi fino a 6 o 7.



Essi sono collegati da "fornelli", cioè buchi verticali larghi fino a 1.5 metri che servivano per far scendere il minerale fino al piano collegato alla teleferica e contestualmente in essi passa l'aria necessaria a creare una piccola corrente con le entrate che ne permetta il ricambio. Ma proprio questi buchi sono, a mio vedere, il pericolo maggiore per farsi male. Devo stare SEMPRE attento a dove metto i piedi perché alcuni di essi, invece di essere sul fianco della galleria, si aprono perfettamente in mezzo ad essa e se distratto, magari guardando verso l'alto o in lontananza rischierei di precipitare per decine di metri!!



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Classico fornello che collega due livelli sovrapposti, molto pericoloso!!

La maggior parte di queste miniere hanno gallerie molto ramificate, mezzi piani, discenderie e scalette, capirete quindi che è molto facile perdersi in questo dedalo di cunicoli, in particolare quando mosso e distratto dalla curiosità, seguo il mio istinto girovagando senza un senso logico



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A questa ventola era attaccato un tubo per la ventilazione della galleria

Ebbene, visto che l'esperienza insegna, dopo la prima paura che mi sono trovato pensando di essermi perso e girando in tondo per diversi minuti, porto sempre con me pezzi da 30 cm di nastro rosso e bianco da cantiere. Ogni volta che lascio la galleria principale ne lascio un pezzo in terra in corrispondenza della direzione dalla quale sono venuto. Poi, a ritorno, li raccolgo come un Pollicino delle miniere ritornando così sulla "retta" via!



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Giochi di tempi e luci, con un pò di fantasia si creano effetti simpatici..



MINIERE ABBANDONATE E FOTOGRAFIA





Ma veniamo alla parte prettamente fotografica di quest'avventura. Come ho già accennato, gli spunti fotografici iniziano già prima di entrare nelle cavità, alcune di queste entrate conservano ancora carrelli, cassette del carburo o attrezzature varie, la maggior parte non ha elementi interessanti in vista tranne l'apertura stessa che contestualizzata nell'ambiente che la circonda è fonte d'ispirazione fotografica.



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Questo è uno degli ingressi più belli in assoluto, sembra fatto apposta per farsi fotografare!!

Se ne trovano di tipi molto diversi, sia per la vegetazione che in alcune ha ostruito l'entrata facendoci lottare non poco per aprire un varco, sia per il posizionamento inconsueto e difficili da raggiungere, alcune sono allagate almeno nella prima parte ospitando però rane e salamandre che hanno trovato un ambiente ideale per riprodursi.



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Salamandra salamandra, oltre agli adulti, nelle pozze troviamo spesso le larve nella fase acquatica.

Alcune, per la verità solo una, è completamente rivestita in pietra ed a forma di "ogiva". Alcune hanno passaggi angusti perché i minatori le avevano interrate ma negli anni, volenterosi cercatori di minerali le hanno rese accessibili anche a noi fotografi.



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Limax sp, solo in pochissime gallerie troviamo queste belle limacce....(L'apertura della galleria è molto angusta)

All'interno, non tutte le gallerie conservano ancora le rotaie, in molte sono state portate via, immagino per poterne ricavare ferro da vendere o per essere riutilizzate in altri scavi. Proseguendo nell'esplorazione, in molte troviamo ancora la camera degli esplosivi. In genere sono cavità protette sia da una porta in ferro fatta di sbarre sia da muri in cemento leggermente sfalsati, giusto per lasciare il passaggio di una persona. Queste camere hanno la particolarità di avere una forma a "T" al fine di disperdere anche lateralmente la potenza di un'eventuale esplosione.



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Deposito della Santa barbara (Esplosivi), con cartello di divieto dell'uso di fiamme vive..

Non è raro che in queste camere si trovino ancora scatolette (vuote) di detonatori e parecchie matassine di filo elettrico da mina.



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Matassine di filo da mina e scatolette vuote di detonatori all'azotato di piombo

Proseguendo nell'esplorazione ed arrivando nella parte "mineralizzata" dove si è estratto materiale pregiato per anni, eccoci di fronte a grosse "stanze" che tecnicamente si chiamano "vuoti di coltivazione".



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Un vuoto di coltivazione con cataste di pali a sorreggere la volta lasciata quasi senza appoggi

Altro non sono che spazi vuoti lasciati dall'estrazione di Manganese. Questi "vuoti" possono essere di poche decine di mq, oppure molto estesi.



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Bellissimo vuoto di coltivazione con pilastro naturale e vecchie rotaie...

Naturalmente per evitare crolli, i minatori lasciavano pilastri naturali di roccia in modo che sostenessero l'ampia volta. Devo ammettere che ciò mi ha stupito molto, non ho mai trovato un sostegno artificiale! Scavare nella roccia viva con l'esplosivo e riuscire a lasciare strategicamente questi pilastri lo paragono al lavoro di uno scultore che da un blocco di pietra tira fuori una figura, anche lui sa di non poter sbagliare, non è possibile cancellare l'eventuale errore e ricominciare come fosse un disegno!



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Diverse gallerie arrivano su questo vuoto nel quale si è formato anche un laghetto

In una miniera particolarmente mineralizzata, questa tecnica è stata usata in maniera "intensiva" perché i minatori hanno seguito una vena di manganese molto estesa lasciando questi famosi pilastri di sostegno in modo talmente mirato e complesso che ne abbiamo trovati alcuni sotto i quali vi erano altri vuoti di coltivazione!! Insomma un dedalo di stanze e pilastri che dopo tanti anni regge ancora molto bene, quindi complimenti per queste soluzioni ingegneristiche sfruttando solo la roccia naturale presente!!



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Notate come è stato estratto il manganese lasciando solo pilastri naturali

Naturalmente questi pilastri diventano subito "modelli" per le mie fotografie cercando di enfatizzarne la forma e la posizione…. In alcuni vuoti di coltivazione vi sono ancora, in posizione verticale, vecchi pali di castagno. I primi tempi pensavo fossero serviti come sostegni della volta rocciosa ma informandomi bene, ho scoperto che erano ingegnosi allarmi. Si, avete letto bene, "allarmi" di possibili crolli. Il castagno ha la particolarità che prima di spezzarsi sotto l'enorme pressione della roccia che cede, emette forti scricchiolii che avrebbero dato la possibilità ai minatori di mettersi velocemente in salvo. Un sistema veramente ingegnoso!



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Vuoto di coltivazione, cioè lo spazio lasciato dal minerale pregiato estratto e alcuni pali "allarme" ancora in piedi!

Queste vecchie miniere per un fotografo come me che ama la macrofotografia sono come un parco giochi. Vi sono decine di soggetti che aspettano solo di essere "notati" e poi fotografati. Come nelle grotte naturali anche se con minore intensità e frequenza, il continuo gocciolio dell'acqua forma minuscole stalattiti calcaree, sono piccoli "tubetti", a volte vuoti al loro interno, con in cima la goccia che inesorabilmente, per anni ed anni, cade e si riforma. Le gocce sono state oggetto di un intero Report già pubblicato.....
Gocce di bellezza.....



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Dettaglio di un micromondo "goccioloso"

Nelle vecchie miniere di Calcopirite ad alto tenore di rame e ferro, la combinazione di acqua, aria e le conseguenti ossidazioni, formano micro superfici di scorrimento con colori e forme veramente strane. Alcuni scatti sembrano fatti da un satellite orbitante su Marte!!



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Una bella foto di Marte ripresa da un sattellite in orbita (Ahahah!)

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Questa mi ricorda una foto della terra ripresa dallo spazio

Altri scatti ricordano superfici "cotonose".....



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Sembra soffice cotone invece è fango con ossidazioni del rame

..alcuni invece sembrano mostrare petrolio...



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Sembra sia liquida invece al tatto è come fosse roccia...

...altre invece sembrano isole tropicali immerse in mari azzurri e cristallini...



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Panorami di mari tropicali in miniera????

...infine alcune sembrano formaggio appena screpolato!!



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Sembra formaggio pronto per essere tagliato vero??

Questi patterns colorati possono essere di pochi mm fino a diversi mq e vi assicuro che dopo aver strisciato e camminato nel fango per ore e vi trovate di fronte una parete come questa, la stanchezza e la tensione svaniscono in un attimo lasciando il posto all'emozione ed allo stupore….sembra quasi un quadro di Monet.



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Una parete completamente concrezionata di morbido fango azzurro dovuto alla presenza di rame

Come avrete capito l'acqua è uno dei principali elementi che plasmano questi ambienti, che li trasformano e li modificano nelle forme….ma non solo.



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Piccola "fioritura" calcarea dovuta all'azione incessante dell'acqua

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Paretina concrezionata che si offre come splendido soggetto fotografico!

Possiamo trovare anche concrezioni che non derivano dallo "scioglimento" di minerali della roccia bensì da sostanze organiche che formano queste stalattiti "mucolose"...esatto, avete letto bene! Sono di consistenza gelatinosa e l'acqua che scorre e gocciola da essa la scuote come......un budino!!



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Concrezione organica mucolitica, da non credere!!!!



L'esplorazione non è ancora finita,
sono sicuro che questi affascinanti luoghi abbiano ancora molto da offrire, sia a livello fotografico che storico ed emozionale, quindi restate sintonizzati, le sorprese non mancheranno!!

(Entro fine annno invierò la terza ed ultima parte)

Prima di chiudere vorrei evidenziare una cosa MOLTO importante….

Sconsiglio a tutti di avventurarsi in questi ambienti,
essi racchiudono sia meraviglie da scoprire che grandi rischi,
sono pieni di trappole in agguato, dai possibili crolli, ai fornelli senza fondo che si aprono sotto i piedi
fino agli allagamenti improvvisi dovuti a temporali, insomma.................

DON'T TRY THIS AT HOME!!!

Per questo motivo vi prego di non chiederci indicazioni riguardo le ubicazioni dei siti minerari trattati in questo Report perché non potremo esservi d'aiuto!

Un caro saluto e tutti!!


Claudio Pia